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Contratto di convivenza per coppia italo-brasiliana: tutela patrimonio e permesso di soggiorno

Caso-studio ipotetico elaborato sulla base della nostra esperienza con famiglie su questioni internazionali, volto a illustrare il tipo di operazioni che lo Studio è in grado di strutturare e gestire per clienti con profilo analogo; lo scenario non si riferisce a un caso specifico effettivamente trattato.

Un imprenditore italiano e la sua compagna brasiliana convivono da tre anni a Milano. Lui è titolare di un’azienda con fatturato rilevante, due immobili di proprietà e un portafoglio di investimenti. Lei è in Italia con un permesso di soggiorno per motivi di lavoro in scadenza, senza alcuna tutela patrimoniale né successoria in caso di rottura o di decesso del partner. Una situazione che riguarda migliaia di coppie miste in Italia: il convivente straniero, a differenza del coniuge, non ha diritti ereditari, non ha automaticamente diritto alla casa comune, e rischia di perdere il permesso di soggiorno se il rapporto si interrompe prima del rinnovo. Serviva un intervento che affrontasse simultaneamente tre fronti: la regolarizzazione del titolo di soggiorno attraverso la registrazione della convivenza di fatto, la tutela patrimoniale attraverso un contratto di convivenza strutturato, e la protezione successoria attraverso disposizioni testamentarie mirate. Tre strumenti giuridici diversi, da coordinare in un’unica strategia coerente.

Il caso

Un imprenditore milanese di quarantacinque anni, titolare di una società nel settore dell’arredamento di design con un fatturato annuo superiore ai due milioni di euro, e la sua compagna brasiliana di trentotto anni, professionista nel settore della comunicazione con un contratto a tempo determinato presso un’agenzia milanese. La coppia conviveva da tre anni in un appartamento di proprietà dell’uomo nel centro di Milano.

Il patrimonio del partner italiano comprendeva: la quota di maggioranza della società, due immobili (l’appartamento di residenza e un immobile commerciale locato a terzi), un portafoglio di investimenti mobiliari e una polizza vita. La partner brasiliana non aveva beni di rilievo in Italia, il suo permesso di soggiorno per motivi di lavoro era in scadenza entro sei mesi e il contratto lavorativo non offriva certezze di rinnovo.

La coppia si era rivolta allo Studio con una richiesta apparentemente semplice: “vogliamo regolarizzare la nostra situazione”. In realtà, l’analisi iniziale aveva fatto emergere tre vulnerabilità gravi e interconnesse che nessuno dei due aveva pienamente compreso.

La sfida

La situazione presentava tre ordini di complessità che richiedevano competenze trasversali tra diritto di famiglia, diritto dell’immigrazione e pianificazione patrimoniale, una combinazione raramente disponibile in un unico interlocutore.

Vulnerabilità migratoria

  • Il permesso di soggiorno per motivi di lavoro della partner brasiliana era legato a un contratto a tempo determinato in scadenza: senza un rinnovo del contratto lavorativo o un titolo di soggiorno alternativo, avrebbe dovuto lasciare l’Italia entro la scadenza del permesso
  • La Legge 76/2016 (Legge Cirinnà) consente ai conviventi di fatto registrati di richiedere il titolo di soggiorno per motivi familiari ai sensi del D. Lgs. n. 30/2007, ma la procedura richiede la preventiva registrazione della convivenza di fatto presso l’anagrafe comunale e la dimostrazione di una convivenza stabile e duratura
  • La tempistica era critica: la registrazione anagrafica, la richiesta del nuovo permesso e la sua emissione dovevano completarsi prima della scadenza del permesso esistente, per evitare un periodo di irregolarità

Vulnerabilità patrimoniale

  • A differenza del matrimonio, la convivenza di fatto non genera automaticamente alcun regime patrimoniale: ogni bene resta di esclusiva proprietà di chi lo ha acquistato, indipendentemente dal contributo dell’altro partner alla vita comune
  • In caso di cessazione della convivenza, la partner brasiliana non avrebbe avuto alcun diritto sull’appartamento in cui viveva (di proprietà esclusiva del compagno), né su alcun altro bene, né diritto ad un assegno di mantenimento, nonostante tre anni di vita insieme e il contributo alla gestione domestica
  • Il patrimonio imprenditoriale dell’uomo (quota societaria, immobile commerciale) necessitava di una strutturazione che tutelasse sia il partner italiano da pretese eccessive in caso di rottura, sia la partner brasiliana da un’uscita dalla convivenza priva di qualsiasi riconoscimento economico

Vulnerabilità successoria

  • Il convivente di fatto, a differenza del coniuge, non è erede legittimo: in caso di decesso del partner italiano, la compagna brasiliana non avrebbe ereditato nulla. L’intero patrimonio sarebbe andato ai parenti del defunto secondo le regole della successione legittima
  • La Legge Cirinnà riconosce al convivente superstite solo il diritto di continuare ad abitare nella casa comune per un periodo limitato (due anni, o pari alla durata della convivenza se inferiore, fino a un massimo di cinque anni), ma non attribuisce alcun diritto sulla proprietà dell’immobile né su altri beni
  • Per garantire una tutela successoria alla partner brasiliana era necessario predisporre un testamento, ma questo doveva essere strutturato nel rispetto delle quote di legittima spettanti agli eventuali legittimari (nella fattispecie, i genitori dell’uomo, ancora in vita), per evitare impugnazioni

La Soluzione

Lo Studio ha strutturato un intervento coordinato su tre fronti paralleli, con una sequenza temporale calibrata per risolvere prima la vulnerabilità migratoria (la più urgente), poi quella patrimoniale e infine quella successoria.

1. Registrazione della convivenza di fatto e permesso di soggiorno

  • Raccolta della documentazione comprovante la convivenza stabile e duratura: contratto di locazione o residenza comune, dichiarazioni congiunte, documentazione bancaria e fiscale attestante la vita in comune
  • Redazione di un contratto di convivenza e pedissequa richiesta di registrazione dello stesso presso l’anagrafe del Comune di Milano, ai sensi dell’art. 1, commi 36-37 della Legge 76/2016, con iscrizione nei registri anagrafici
  • Predisposizione dell’istanza di permesso di soggiorno per motivi familiari in qualità di convivente di fatto di cittadino italiano, con documentazione a supporto: certificato di convivenza anagrafica, dimostrazione della stabilità del legame, documentazione reddituale del partner italiano
  • Coordinamento delle tempistiche con la scadenza del permesso di soggiorno per lavoro, garantendo la continuità della regolarità del soggiorno durante la fase transitoria

2. Contratto di convivenza

  • Analisi approfondita della situazione patrimoniale di entrambi i partner: mappatura dei beni presenti (immobili, quote societarie, investimenti, polizze) e dei debiti, con distinzione tra beni personali e beni acquisiti durante la convivenza
  • Redazione del contratto di convivenza ai sensi dell’art. 1, commi 50-63 della Legge Cirinnà, con le seguenti previsioni:
    • Regime patrimoniale della convivenza: scelta di un regime di separazione dei beni con clausola di compartecipazione agli incrementi patrimoniali maturati durante la convivenza, calibrata per tutelare il patrimonio preesistente dell’uomo riconoscendo al contempo il contributo della partner alla vita comune
    • Diritto di abitazione: riconoscimento del diritto della partner brasiliana di continuare ad abitare nell’appartamento comune per un periodo definito anche in caso di cessazione della convivenza, con modalità e tempistiche specificate nel contratto
    • Contribuzione alle spese comuni: disciplina della ripartizione delle spese di gestione della vita quotidiana, proporzionata ai rispettivi redditi
    • Obblighi di assistenza reciproca: previsione di un contributo economico a favore del partner economicamente più debole in caso di cessazione della convivenza, proporzionato alla durata del rapporto e al tenore di vita mantenuto
    • Clausola immobiliare: disciplina specifica per il progetto di acquisto congiunto del nuovo immobile, con previsione delle quote di proprietà, delle modalità di finanziamento e dei criteri di divisione in caso di cessazione della convivenza
  • Tutela del patrimonio imprenditoriale: esclusione espressa della quota societaria dal perimetro della compartecipazione patrimoniale, con clausola che distingue tra il patrimonio aziendale (protetto) e i frutti dell’attività imprenditoriale (soggetti a compartecipazione nella misura concordata)
  • Coordinamento con l’avvocato per la stipula del contratto e la trascrizione nei registri anagrafici, come previsto dalla legge

3. Pianificazione successoria

  • Analisi della situazione successoria dell’uomo in assenza di testamento: con genitori viventi e in assenza di figli e coniuge, l’intero patrimonio sarebbe andato ai genitori, escludendo completamente la convivente
  • Predisposizione di un testamento con disposizioni a favore della partner brasiliana, strutturato nel rispetto della quota di legittima dei genitori: attribuzione alla convivente della quota disponibile, con indicazione specifica dei beni da destinare a ciascun beneficiario per evitare situazioni di comunione ereditaria
  • Raccomandazione per una revisione periodica delle disposizioni testamentarie al mutare delle circostanze (nascita di figli, decesso dei genitori, variazioni patrimoniali significative)

Il risultato

L’intervento si è sviluppato nell’arco di circa tre mesi, dalla consulenza iniziale al completamento di tutti gli adempimenti.

  • Convivenza di fatto registrata presso l’anagrafe del Comune di Milano senza criticità, con rilascio del certificato di convivenza
  • Permesso di soggiorno per motivi familiari ottenuto prima della scadenza del permesso per lavoro, garantendo la continuità della regolarità del soggiorno e svincolando la presenza in Italia della partner dal rapporto di lavoro
  • Contratto di convivenza stipulato e trascritto, con una struttura che tutela il patrimonio imprenditoriale dell’uomo senza lasciare la partner priva di diritti: regime di compartecipazione calibrato, diritto di abitazione garantito, contributo in caso di cessazione previsto
  • Testamento predisposto nel rispetto delle quote di legittima, con attribuzione della quota disponibile ed altri diritti alla convivente
  • Progetto di acquisto immobiliare congiunto avviato con una disciplina chiara delle quote e delle modalità di divisione, prevenendo i conflitti che la comproprietà avrebbe potuto generare

La coppia ha ottenuto una struttura giuridica completa che prima non esisteva: la partner brasiliana ha un titolo di soggiorno stabile, diritti patrimoniali definiti e una tutela successoria; l’imprenditore italiano ha la certezza che il patrimonio aziendale è protetto e che ogni aspetto della relazione è disciplinato in modo chiaro e bilanciato. Una situazione che prima era interamente affidata alla buona sorte è ora regolata da strumenti giuridici coordinati.

Cosa ci dicono i clienti in casi analoghi

“Quando convivi senza essere sposati pensi che vada tutto bene finché va bene. Noi non avevamo idea che in caso di qualsiasi imprevisto, lei non avrebbe avuto nessun diritto: né sulla casa, né sull’eredità, né sul permesso di soggiorno dopo la scadenza del contratto di lavoro. Pensavamo che tre anni di vita insieme contassero qualcosa dal punto di vista legale. Non è così. Lo Studio ci ha aperto gli occhi e ha costruito una tutela completa in tempi rapidi, partendo dall’urgenza del permesso di soggiorno e arrivando fino al testamento. Oggi sappiamo esattamente cosa succede in qualsiasi scenario, e questo ci dà una tranquillità che prima non avevamo.”

Durata e team

L’intervento è stato completato in circa tre mesi dalla consulenza iniziale, con il seguente coinvolgimento:

  • Avvocato specializzato in diritto di famiglia, per la redazione del contratto di convivenza, la consulenza sulla disciplina della Legge Cirinnà e il coordinamento dell’intero intervento
  • Avvocato specializzato in diritto dell’immigrazione, per la registrazione della convivenza di fatto, la strategia migratoria e la richiesta del permesso di soggiorno per motivi familiari
  • Consulenza in pianificazione patrimoniale e successoria, per l’analisi della situazione ereditaria, la redazione del testamento nel rispetto delle quote di legittima e la strutturazione della protezione del patrimonio imprenditoriale
  • Coordinamento legale, per la stipula del contratto di convivenza e la trascrizione nei registri anagrafici e dello stato civile

La direzione del caso è stata affidata a un unico referente, responsabile del coordinamento tra le diverse competenze e dell’aggiornamento costante dei clienti su tempistiche e stato di avanzamento.

Hai un caso simile?

Se convivi con un partner straniero o con un partner italiano senza essere sposati e vuoi tutelare la vostra situazione, è fondamentale affidarti a un professionista che sappia:

  • valutare la situazione migratoria del partner straniero e attivare il percorso per un permesso di soggiorno stabile attraverso la registrazione della convivenza di fatto
  • redigere un contratto di convivenza che tuteli entrambi i partner, proteggendo il patrimonio preesistente e riconoscendo il contributo alla vita comune
  • strutturare la protezione successoria del convivente, che a differenza del coniuge non ha alcun diritto ereditario automatico
  • coordinare gli aspetti di diritto di famiglia, immigrazione e pianificazione patrimoniale in un’unica strategia coerente
  • gestire i profili internazionalprivatistici quando la coppia ha legami con più ordinamenti giuridici

Il nostro Studio è specializzato in diritto di famiglia con competenza specifica sui contratti di convivenza per coppie miste e sulla tutela dei conviventi di fatto. Affrontiamo ogni caso con un approccio integrato che copre tutti gli aspetti giuridici della convivenza: migratorio, patrimoniale e successorio.

 

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