Eredità digitale: gestione criptovalute e asset digitali del defunto
Caso-studio ipotetico elaborato sulla base della nostra esperienza con famiglie su questioni internazionali, volto a illustrare il tipo di operazioni che lo Studio è in grado di strutturare e gestire per clienti con profilo analogo; lo scenario non si riferisce a un caso specifico effettivamente trattato.
Un uomo di quarantacinque anni muore improvvisamente lasciando alla moglie e ai due figli un patrimonio tradizionale ben definito, ma anche un portafoglio di criptovalute del valore stimato di oltre 600.000 euro di cui nessuno conosce le chiavi di accesso. Bitcoin su un hardware wallet chiuso in cassaforte, Ethereum su un exchange di cui la famiglia non ha le credenziali, token su piattaforme DeFi di cui nessuno conosceva neppure l’esistenza, un conto su una piattaforma di trading che rifiuta l’accesso senza l’autenticazione a due fattori del titolare deceduto. Patrimonio che esiste ma che nessuno può toccare. E intanto il valore oscilla: quello che oggi vale 600.000 euro tra tre mesi potrebbe valerne 400.000 o 800.000. A questo si aggiungono asset digitali non finanziari: un dominio web che genera entrate pubblicitarie, una libreria di contenuti digitali con licenze personali non trasferibili, account social con valore commerciale. L’eredità digitale è il nuovo fronte delle successioni: beni che non esistono fisicamente, che non sono in nessun catasto e in nessun registro titoli, che possono essere irrecuperabili se non si agisce con competenza tecnica e giuridica in tempi rapidi.
Il caso
Un ingegnere informatico di quarantacinque anni, residente a Torino, deceduto per un infarto improvviso. Sposato con una donna di quarantadue anni, insegnante, con due figli di quattordici e undici anni. Il patrimonio tradizionale era chiaro e documentato: un appartamento di proprietà (valore 320.000 euro, con mutuo residuo di 80.000 euro), conti correnti per circa 90.000 euro, un fondo pensione integrativo, l’automobile. La dichiarazione di successione su questi beni non presenta complessità particolari.
Il problema è tutto il resto. L’uomo è un early adopter del mondo cripto e un investitore digitale sofisticato. La moglie sa vagamente che “ha dei Bitcoin” ma non ne conosce il valore, la collocazione né le modalità di accesso. I figli, minorenni, non sanno nulla. Dopo il decesso, la moglie trova nello studio del marito:
- Un hardware wallet Ledger Nano X, protetto da PIN sconosciuto, con una seed phrase di recupero (24 parole) scritta a mano su un foglio conservato in cassaforte
- Un’email di conferma dell’apertura di un account su un exchange internazionale (Kraken), con username visibile ma password e autenticazione a due fattori non disponibili
- Appunti frammentari su un quaderno con riferimenti a “staking ETH”, “liquidity pool”, “yield farming” e indirizzi alfanumerici incomprensibili per chi non opera nel settore
- Un dominio web con un blog tecnologico ad alto traffico, monetizzato tramite Google AdSense, che genera entrate di circa 1.500 euro al mese
- Account su piattaforme di contenuti digitali (Amazon Kindle con decine di ebook acquistati, Steam con una libreria di videogiochi, abbonamenti a software professionali)
- Profili social media con un seguito significativo nel settore tech (LinkedIn con 15.000 follower, Twitter/X con 8.000 follower)
La moglie si rivolge al nostro Studio in stato di comprensibile smarrimento: non solo non ha idea di come accedere a questi beni, ma non sa nemmeno se deve dichiararli nella successione, come valutarli, e cosa fare con asset che perdono o guadagnano valore ogni giorno.
La sfida
L’eredità digitale pone sfide che il diritto successorio tradizionale non è stato progettato per affrontare, perché i beni digitali hanno caratteristiche radicalmente diverse da quelli fisici: sono immateriali, spesso pseudonimi, protetti da crittografia, soggetti a termini di servizio unilaterali delle piattaforme, e in alcuni casi tecnicamente irrecuperabili se le chiavi di accesso sono perdute.
Accesso e recupero delle criptovalute
- L’hardware wallet contiene asset su blockchain la cui entità è sconosciuta: senza il PIN del dispositivo o la seed phrase di recupero, i fondi sono irrecuperabili. Il foglio con le 24 parole trovato in cassaforte è potenzialmente la chiave per accedere a tutto, ma un errore nella procedura di recupero (inserimento errato, ordine sbagliato delle parole, utilizzo su un dispositivo compromesso) può compromettere irreversibilmente l’accesso
- L’exchange Kraken, in quanto piattaforma regolamentata, prevede una procedura di accesso per gli eredi del titolare deceduto, ma richiede documentazione specifica: certificato di morte, prova della qualità di erede, ordine del tribunale in alcune giurisdizioni. La procedura ha tempistiche proprie e non è garantita, soprattutto per gli asset detenuti in wallet custodiali della piattaforma
- Gli appunti sullo staking e sulle liquidity pool indicano la possibile presenza di fondi bloccati in protocolli DeFi (finanza decentralizzata): asset che non sono detenuti da nessuna piattaforma centralizzata ma sono gestiti da smart contract su blockchain, accessibili solo con le chiavi private del titolare. La loro individuazione e il loro recupero richiedono competenze tecniche specialistiche
Qualificazione giuridica e obblighi dichiarativi
- Le criptovalute sono qualificate dall’ordinamento italiano come “cripto-attività” ai sensi della Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022, commi 126-147) e sono soggette a specifici obblighi fiscali: dichiarazione nel quadro RW ai fini del monitoraggio, imposta di bollo dello 0,2% sul valore, tassazione delle plusvalenze al 26%
- Ai fini successori, le cripto-attività con valore economico entrano nell’asse ereditario e, ove ricorrano i presupposti e siano superate le relative franchigie, rilevano anche ai fini dell’imposta di successione. Il nodo più delicato non riguarda tanto il momento di riferimento per la stima – che, in via generale, coincide con la data di apertura della successione, normalmente corrispondente al decesso – quanto piuttosto la concreta determinazione del loro valore di mercato, resa più complessa dall’elevata volatilità di questi asset e dalle difficoltà di ricostruzione e documentazione.
- Il quadro RW del defunto può non essere stato compilato correttamente negli anni precedenti: un’eventuale regolarizzazione post-mortem porterebbe a sanzioni a carico degli eredi che vanno valutate e, se possibile, gestite attraverso il ravvedimento operoso
- I fondi in protocolli DeFi presentano un’ulteriore complessità dichiarativa: non sono detenuti su piattaforme identificabili con un intermediario, ma su smart contract pseudonimi, e la loro indicazione nel quadro RW richiede un’analisi specifica
Asset digitali non finanziari
- Il dominio web con il blog monetizzato è un asset produttivo: genera 1.500 euro al mese e ha un valore autonomo come proprietà digitale. Ma il dominio risulta registrato a nome del defunto, l’account Google AdSense è personale e non trasferibile secondo i termini di servizio standard, e la proprietà intellettuale dei contenuti pubblicati deve essere ricostruita
- Le licenze digitali (ebook Kindle, giochi Steam, software) sono generalmente licenze personali non trasferibili secondo i termini di servizio delle piattaforme: non fanno parte dell’asse ereditario in senso tradizionale, ma rappresentano un valore economico che gli eredi perdono alla morte del titolare
- I profili social media con seguito significativo hanno un valore commerciale (partnership, sponsorizzazioni) ma sono soggetti ai termini di servizio di ciascuna piattaforma: alcune consentono la memorializzazione dell’account, altre la chiusura, poche il trasferimento
La Soluzione
Lo Studio coordinerebbe un intervento che possa combinare competenze giuridiche successorie con competenze tecniche specifiche nel settore crypto e digital assets, operando su tre fronti paralleli: il recupero degli asset, la loro qualificazione giuridica e fiscale, e l’integrazione nella dichiarazione di successione.
1. Recupero e messa in sicurezza delle criptovalute
- Ingaggio di un consulente tecnico specializzato in digital forensics e crypto recovery, operante sotto la supervisione legale dello Studio e vincolato da un accordo di riservatezza: la seed phrase è un’informazione che, se divulgata, esporrebbe i fondi al rischio di furto
- Utilizzo della seed phrase per il recupero dell’accesso al wallet hardware in un ambiente sicuro (computer offline, procedura verificata): il wallet contiene 4,2 Bitcoin e 12 Ethereum, per un valore complessivo al momento del recupero di circa 380.000 euro
- Analisi on-chain degli indirizzi blockchain associati al wallet: individuazione di ulteriori fondi in staking su un protocollo DeFi (32 Ethereum in staking su Lido, per un valore di circa 85.000 euro) e di una posizione in una liquidity pool (valore stimato circa 45.000 euro)
- Recupero dell’accesso all’account Kraken attraverso la procedura di successione della piattaforma: presentazione del certificato di morte, dell’atto notorio degli eredi e di un’ordinanza del Tribunale che autorizzava gli eredi all’accesso. Il conto contiene circa 95.000 euro tra criptovalute e valuta fiat
- Trasferimento di tutti gli asset cripto recuperati su un unico wallet hardware nuovo, custodito in cassaforte con la seed phrase affidata al notaio in busta sigillata, in attesa delle decisioni degli eredi sulla liquidazione o il mantenimento
- Valore complessivo delle criptovalute recuperate: circa 605.000 euro al momento della messa in sicurezza
2. Gestione degli asset digitali non finanziari
- Dominio web e blog: trasferimento della titolarità del dominio agli eredi attraverso la procedura del registrar, voltura dell’account Google AdSense mediante richiesta specifica a Google con documentazione successoria, analisi della proprietà intellettuale dei contenuti (opere dell’ingegno del defunto, trasferibili agli eredi per successione). Il blog continua a generare entrate durante l’intero processo
- Valutazione economica del dominio e del blog come asset produttivo: perizia basata sui ricavi mensili, sul traffico, sull’autorità del dominio e sui comparabili di mercato per vendite di siti simili. Valore stimato: 35.000-45.000 euro
- Account social media: richiesta di memorializzazione dell’account Facebook, valutazione delle opzioni per LinkedIn (mantenimento come profilo memorial o chiusura), analisi dei termini di servizio di ciascuna piattaforma per il trasferimento o la chiusura
- Licenze digitali: catalogazione degli asset (ebook, giochi, software) e verifica dei termini di servizio di ciascuna piattaforma. Nella maggior parte dei casi, gli asset non sono trasferibili ma gli abbonamenti attivi sono stati cancellati per evitare addebiti futuri
3. Qualificazione fiscale e dichiarazione di successione
- Valutazione delle cripto-attività ai fini della dichiarazione di successione, sulla base del valore di mercato alla data di apertura della successione (normalmente coincidente con il decesso), con ricostruzione documentale del valore mediante evidenze tratte dagli exchange o dalle piattaforme utilizzate e, ove opportuno, supportata da relazione tecnica.
- Inclusione delle cripto-attività nell’asse ereditario, con verifica dell’eventuale applicazione dell’imposta di successione secondo le aliquote ordinarie (4% per coniuge e figli con franchigia di 1 milione di euro ciascuno). Nel caso specifico, la distribuzione del patrimonio tra gli eredi risulta integralmente coperta dalle franchigie previste dalla normativa.
- Analisi della posizione fiscale del de cuius negli anni precedenti, con verifica degli adempimenti dichiarativi relativi alle cripto-attività e agli obblighi di monitoraggio fiscale. L’esame della documentazione evidenzia omissioni relative a due annualità, per le quali si procede alla predisposizione delle dichiarazioni integrative e alla regolarizzazione mediante ravvedimento operoso.
- Inserimento degli asset digitali nella dichiarazione di successione secondo la loro corretta classificazione nel modello telematico, con predisposizione della documentazione tecnica utile a identificare consistenza, disponibilità e criteri di valorizzazione degli asset, incluse le informazioni relative alle piattaforme utilizzate e agli indirizzi blockchain collegati.
4. Decisioni degli eredi sulla gestione degli asset
- Presentazione alla moglie di tre opzioni per la gestione delle criptovalute: liquidazione immediata (certezza del valore ma rinuncia al potenziale rialzo), mantenimento integrale (esposizione alla volatilità), liquidazione parziale (conversione del 60% in euro e mantenimento del 40% in Bitcoin ed Ethereum)
- La moglie, dopo consulenza, opta per la liquidazione parziale: conversione di circa 360.000 euro e mantenimento di una posizione in Bitcoin ed Ethereum per circa 245.000 euro, trasferita su un wallet hardware custodito con la supervisione del consulente tecnico
- Per il blog: decisione di mantenerlo operativo affidando la gestione dei contenuti a un collaboratore freelance individuato nella community del defunto, preservando le entrate mensili come reddito per la famiglia
- Predisposizione di un piano di monitoraggio fiscale per gli anni successivi: compilazione del quadro RW per le cripto-attività mantenute, dichiarazione delle eventuali plusvalenze in caso di liquidazione futura, dichiarazione dei redditi da AdSense
Il risultato
L’intervento si svilupperebbe nell’arco di circa cinque mesi, dalla consulenza iniziale fino alla chiusura della dichiarazione di successione comprensiva di tutti gli asset digitali individuati.
- Recupero integrale di cripto-attività per un valore complessivo di circa euro 605.000, senza dispersione di fondi nelle fasi di accesso, ricostruzione e trasferimento degli asset.
- Recupero di fondi detenuti su exchange per circa euro 95.000, mediante gestione della procedura successoria prevista dalla piattaforma e coordinamento tra documentazione successoria italiana e requisiti richiesti dall’intermediario estero.
- Individuazione e recupero di asset detenuti in protocolli DeFi per circa euro 130.000, emersi attraverso attività di analisi on-chain e di ricostruzione tecnica delle disponibilità digitali del de cuius.
- Trasferimento agli eredi di un blog monetizzato e mantenimento della sua operatività, con preservazione di entrate ricorrenti pari a circa euro 1.500 mensili e con una stima del valore dell’asset compresa tra euro 35.000 ed euro 45.000.
- Regolarizzazione della posizione fiscale del de cuius, mediante predisposizione degli adempimenti integrativi necessari e ricorso al ravvedimento operoso, con contenimento del rischio sanzionatorio rispetto a possibili contestazioni successive.
- Presentazione della dichiarazione di successione con inclusione di tutti gli asset digitali rilevati, correttamente ricostruiti, valorizzati e trattati ai fini dichiarativi.
- Impostazione di un piano di gestione successivo alla successione, comprensivo di custodia sicura dei wallet hardware, organizzazione degli adempimenti di monitoraggio fiscale e continuità nella gestione dell’asset digitale produttivo.
Il supporto legale consentirebbe alla famiglia di recuperare e mettere in sicurezza una componente rilevante del patrimonio ereditario, che, in assenza di tempestiva ricostruzione documentale, tecnica e giuridica, rischierebbe di rimanere non individuata o non concretamente accessibile.
Cosa ci dicono i clienti in casi analoghi
“Mio marito mi parlava ogni tanto dei Bitcoin, ma per me era un mondo incomprensibile. Quando è mancato, ho trovato questo aggeggio nella cassaforte, un quaderno con appunti che sembravano codici, e un foglio con ventiquattro parole. Non sapevo nemmeno da dove cominciare. Il notaio mi ha detto che per la successione serviva sapere cosa c’era e quanto valeva, ma non aveva idea di come scoprirlo. Il mio commercialista ancora meno. Lo Studio ha portato un tecnico che ha capito in due giorni cosa c’era e dove, e poi ha gestito tutto il recupero con una cura che mi ha tolto un peso enorme. La cosa che mi ha sconvolta è stata scoprire che c’erano soldi anche su queste piattaforme decentralizzate di cui non avevo mai sentito parlare: centotrentamila euro che senza quell’analisi tecnica sarebbero spariti. Oggi ho venduto una parte, ho tenuto una parte, il blog di mio marito continua a funzionare e a generare entrate. E ho imparato che quando qualcuno in famiglia investe in cripto, le chiavi di accesso devono essere accessibili anche agli altri. Questa è la lezione che vorrei passare a tutti.”
Durata e team
L’intervento potrebbe ragionevolmente concludersi in circa cinque mesi dalla consulenza iniziale, con il seguente coinvolgimento:
- Avvocato specializzato in diritto successorio, per la gestione della successione, la qualificazione giuridica degli asset digitali, il coordinamento con il notaio e la dichiarazione di successione comprensiva di cripto-attività
- Consulente tecnico in digital forensics e crypto recovery, per il recupero dell’accesso al wallet hardware, l’analisi on-chain, l’individuazione dei fondi DeFi e la messa in sicurezza degli asset
- Consulenza fiscale specializzata in cripto-attività, per la valutazione ai fini successori, la regolarizzazione delle posizioni pregresse con ravvedimento operoso, il quadro RW e il piano di monitoraggio
- Perito per la valutazione del dominio web, per la stima economica del blog come asset produttivo
- Notaio, per la dichiarazione di successione e la custodia della seed phrase in busta sigillata
La direzione del caso verrebbe affidata a un unico referente, responsabile del coordinamento tra competenze giuridiche e tecniche e dell’aggiornamento costante della cliente su un patrimonio il cui valore cambiava quotidianamente.
Hai un caso simile?
Se stai affrontando una successione che comprende criptovalute, asset digitali o patrimonio online, o se vuoi pianificare la trasmissione dei tuoi asset digitali ai tuoi eredi, è fondamentale affidarti a un professionista che sappia:
- coordinare il recupero tecnico delle criptovalute (wallet hardware, exchange, protocolli DeFi) con le competenze giuridiche necessarie per la successione
- individuare asset digitali che gli eredi potrebbero non conoscere, attraverso l’analisi on-chain e la ricostruzione dell’attività digitale del defunto
- qualificare e valutare le cripto-attività ai fini della dichiarazione di successione, in conformità con la normativa fiscale vigente
- gestire la regolarizzazione di eventuali posizioni fiscali pregresse del defunto relative alle cripto-attività
- assistere gli eredi nelle decisioni sulla gestione degli asset digitali ereditati: liquidazione, mantenimento, gestione operativa dei beni digitali produttivi
- e soprattutto, se sei tu a detenere criptovalute: strutturare un piano di trasmissione che garantisca ai tuoi eredi l’accesso ai tuoi asset digitali senza rischio di perdita
Il nostro Studio è tra i pochi a combinare competenza successoria con una rete di consulenti tecnici specializzati in crypto recovery e digital forensics. In un’epoca in cui una quota crescente del patrimonio è digitale, l’eredità non può più essere gestita solo con gli strumenti tradizionali.
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