Stranieri con immobili in Italia: perché valutare un testamento secondo la legge italiana
Hai lasciato il tuo Paese e ti sei costruito una vita in Italia, magari acquistando la casa in cui vivi. Ti sei mai chiesto quale legge si applicherà a quella casa e agli altri tuoi beni il giorno in cui non ci sarai più? Molti stranieri residenti in Italia danno per scontato che valga la legge del proprio Paese d’origine, e si sbagliano. Ecco perché vale la pena valutare un testamento pensato per la tua situazione italiana.
Stranieri con immobili in Italia: cosa succede alla successione
Sono sempre di più gli stranieri che scelgono l’Italia per viverci: professionisti, pensionati, imprenditori che comprano casa e mettono radici. Con la proprietà di un immobile, però, arriva anche una domanda che quasi nessuno si pone finché è in salute: che cosa accadrà a quella casa, e agli altri beni, al momento della successione? Il tema degli stranieri con immobili in Italia e della loro successione è più delicato di quanto sembri, perché intreccia due mondi giuridici.
L’errore più diffuso è dare per scontato che, essendo cittadini di un altro Paese, sarà la legge d’origine a regolare la propria eredità, ovunque si viva. Per molti anni è stato in gran parte così, ma le cose sono cambiate, e oggi il fattore decisivo non è più soltanto la cittadinanza. Chi ha costruito la propria vita in Italia potrebbe scoprire che è la legge italiana a governare la sua successione, con conseguenze importanti su chi eredita la casa e in quali quote.
Non si tratta di un dettaglio tecnico riservato agli addetti ai lavori. Da quale legge si applica dipendono questioni molto concrete: se il coniuge o i figli hanno diritto a una quota riservata, quanto margine di libertà si ha nel destinare i propri beni, e quanto sarà semplice, per gli eredi, entrare nella titolarità dell’immobile.
Capire fin d’ora come funziona, e agire di conseguenza, è ciò che permette a chi vive in Italia da straniero di decidere il destino dei propri beni invece di lasciarlo a regole che non ha scelto e che spesso nemmeno conosce.
Successione del cittadino straniero in Italia: quale legge si applica
Veniamo alla domanda centrale. La successione del cittadino straniero in Italia è regolata, oggi, secondo un criterio europeo comune, quello fissato dal Regolamento UE 650/2012: a governare l’intera eredità è la legge dello Stato in cui il defunto aveva la residenza abituale al momento della morte. Non la cittadinanza, dunque, ma il luogo in cui la persona ha stabilito il centro effettivo della propria vita.
La conseguenza, per chi vive stabilmente in Italia, è netta. Se un cittadino straniero ha qui la propria residenza abituale, sarà la legge italiana a regolare tutta la sua successione: non solo la casa e i beni che si trovano nel nostro Paese, ma anche eventuali proprietà rimaste in patria. Un’unica legge, quella italiana, governa l’intero patrimonio, ovunque sia collocato.
Questo comporta un aspetto che sorprende molti stranieri: l’applicazione delle regole italiane sulla quota riservata ai legittimari. Il nostro ordinamento tutela il coniuge e i figli riservando loro una parte dell’eredità, di cui non si può disporre liberamente. Chi proviene da un Paese con ampia libertà testamentaria, come diversi ordinamenti di common law, può trovarsi vincolato da regole che non si aspettava.
La residenza abituale non è un semplice dato di anagrafe: si valuta guardando a dove la persona vive davvero, lavora, coltiva relazioni e interessi. Per chi ha trasferito la propria esistenza in Italia, questo significa quasi sempre che la successione seguirà la strada del diritto italiano, a meno che non si compia una scelta diversa. Ed è proprio la possibilità di scegliere il primo motivo per cui conviene occuparsene per tempo.
Perché valutare un testamento sui beni in Italia
A questo punto è naturale chiedersi se convenga fare testamento o lasciare che le cose seguano il loro corso. La risposta, per uno straniero che possiede beni qui, propende con decisione verso il testamento. Predisporre un testamento sui beni in Italia consente di organizzare consapevolmente il passaggio, invece di affidarsi alle regole della successione senza testamento, che stabiliscono d’ufficio chi eredita e in quali quote, non sempre in linea con i propri desideri.
C’è poi un vantaggio pratico che si apprezza soprattutto dal lato degli eredi. Un testamento chiaro, che individui i beni italiani e il loro destino, rende molto più agevole l’iter successivo: la dichiarazione di successione, il pagamento delle imposte e, per l’immobile, la voltura catastale e la trascrizione a favore di chi lo riceve. Dove manca un titolo ordinato, gli eredi rischiano di impantanarsi in accertamenti e ricostruzioni, con tempi e costi che si dilatano.
Va ricordato, entro i limiti della legge applicabile, che il testamento non consente di ignorare le quote riservate ai legittimari quando queste operano, ma permette di muoversi con intelligenza dentro quello spazio, assegnando ad esempio la casa a una persona con il giusto bilanciamento verso gli altri aventi diritto.
Nella nostra esperienza, sono proprio le successioni degli stranieri senza testamento a generare le complicazioni maggiori: eredi all’estero che non conoscono il diritto italiano, immobili che restano bloccati per anni, conflitti che un documento ben fatto avrebbe evitato. Mettere per iscritto le proprie volontà, con riguardo ai beni italiani, è il gesto che trasforma una potenziale matassa in un percorso lineare.
La scelta della legge nazionale (professio iuris)
Il regolamento europeo offre agli stranieri residenti in Italia una leva importante: la possibilità di scegliere quale legge regolerà la propria successione. È la cosiddetta professio iuris, e permette a ciascuno di designare, al posto della legge del Paese di residenza, quella dello Stato di cui è cittadino.
Per chi vive in Italia ma è cittadino di un altro Paese, questo significa poter mantenere il proprio diritto nazionale come legge della successione, invece di quello italiano che si applicherebbe di default. Le ragioni possono essere diverse: un ordinamento d’origine che concede maggiore libertà nel disporre dei propri beni, il desiderio di trattare tutti gli eredi secondo regole familiari e conosciute, o l’esigenza di uniformare la successione a quella dei beni rimasti in patria.
La scelta, però, va soppesata con attenzione, perché non è sempre vantaggiosa. Optare per la legge nazionale può voler dire rinunciare alle tutele che il diritto italiano riserva al coniuge e ai figli, oppure, al contrario, importare vincoli previsti dall’ordinamento d’origine. Ogni Paese ha il suo equilibrio, e ciò che conviene dipende dalla composizione della famiglia e dagli obiettivi di ciascuno.
Un punto è certo: la scelta non si presume, deve essere espressa, e il testamento è il luogo naturale in cui inserirla. Ed è un passaggio da non affrontare da soli, perché scegliere bene richiede di soppesare il proprio diritto nazionale e quello italiano fianco a fianco, capire quale dei due protegge meglio le persone a cui si tiene, e formulare la clausola in modo che regga davvero. Lo Studio accompagna lo straniero proprio in questa valutazione comparata, così che a governare l’eredità sia l’ordinamento che risponde ai suoi obiettivi, e non quello che gli si applicherebbe per inerzia.
Coordinare testamenti di Paesi diversi
Molti stranieri che vivono in Italia non hanno reciso i legami con il Paese d’origine: là restano una casa di famiglia, conti, a volte parenti che sono anche eredi. In queste situazioni può rivelarsi utile disporre di più di un testamento, uno per i beni in Italia e uno per quelli all’estero, ciascuno adatto al contesto in cui dovrà operare.
Il vantaggio è pratico. Un testamento redatto secondo le forme del Paese in cui si trova il bene rende più fluida l’esecuzione in quel luogo, evitando che gli eredi debbano far riconoscere all’estero un atto pensato per un altro ordinamento. Al tempo stesso, un testamento italiano ben costruito facilita la trasmissione dell’immobile qui.
Esiste però un rischio da conoscere, ed è quello che manda all’aria più spesso il risultato. Nella prassi, ogni nuovo testamento tende a spazzare via il precedente: basta la formula di stile con cui si dichiara di annullare ogni volontà anteriore perché il testamento redatto in Italia cancelli quello fatto in patria, o viceversa. Chi ne predispone due senza le dovute cautele rischia così di ritrovarsi con uno solo, e lo scopre quando non c’è più modo di porvi rimedio.
Per questo i testamenti che riguardano Paesi diversi non vanno mai scritti in modo isolato. Ciascuno deve limitare con chiarezza il proprio raggio ai beni di un determinato territorio e richiamare l’esistenza dell’altro, in modo che l’uno non travolga l’altro. Serve inoltre che entrambi rispondano a un’unica linea di fondo, capace di stabilire quale legge governa la successione e di tenere coerenti le disposizioni dell’uno e dell’altro. Avere due testamenti, in definitiva, conviene solo quando sono pensati come le due metà di una stessa volontà.
Quando rivolgersi a un avvocato
Non ogni situazione richiede lo stesso grado di assistenza, ma quando si è stranieri con beni in Italia il fai da te è quasi sempre una scommessa rischiosa. Troppe variabili si intrecciano perché un testamento scaricato da internet o copiato dal modello del proprio Paese possa reggere alla prova dei fatti.
Conviene rivolgersi a un avvocato quando occorre stabilire con certezza quale legge governa la successione e se convenga scegliere quella nazionale attraverso la professio iuris; quando si vuole capire come si atteggiano le quote riservate ai legittimari nel proprio caso; quando si deve redigere un testamento sui beni italiani e coordinarlo con quanto disposto all’estero; e quando entrano in gioco le imposte, dato che l’immobile situato in Italia sconta comunque l’imposta di successione italiana. A questo si aggiunge, per chi si è trasferito da poco, il coordinamento con la propria posizione di soggiorno e con gli altri aspetti del trasferimento in Italia.
Il valore dell’assistenza non è solo tecnico. È la capacità di leggere insieme due ordinamenti, di anticipare i punti di attrito e di tradurre le volontà della persona in un documento che funzioni davvero, qui e altrove.
Se sei un cittadino straniero che vive in Italia e possiede una casa o altri beni nel nostro Paese, il team di Family Law Boschetti ti affianca nel valutare la legge più adatta alla tua successione e nel predisporre un testamento su misura, con la competenza e la discrezione necessarie perché il tuo patrimonio arrivi a chi desideri, senza intoppi e senza sorprese per chi ti sta accanto.

Avv. Francesca Farina
Avvocato, Foro di Roma · Boschetti Studio Legale
Laureata in Giurisprudenza presso l’Università Roma Tre con tesi in Diritto di Famiglia, ha collaborato con Save the Children nella protezione dei minori. Specializzata in diritto di famiglia, successioni e adozioni internazionali, con un Master in Psicologia Giuridica e Psicopatologia Forense. Dal 2024 guida il team famiglia e successioni di Boschetti Studio Legale.
Albo Avvocati di Roma
Laurea Roma Tre
Save the Children
Master Psicologia Giuridica
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