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Parere di diritto italiano per uso all’estero: quando serve e cosa contiene

Capita spesso, in uno studio legale che gestisce una vicenda con radici in più Paesi, di imbattersi in un punto che tocca il diritto italiano e che nessuno, all’interno del team, può affermare con certezza. In questi casi la soluzione ha un nome preciso: il parere di diritto italiano, la legal opinion che offre un inquadramento rigoroso e citabile del nostro ordinamento. Ecco quando serve, cosa contiene e come si ottiene.

Cos’è un parere di diritto italiano (legal opinion)

Nella pratica internazionale, uno studio che segue una controversia o un’operazione con elementi italiani incontra prima o poi una domanda a cui non può rispondere da sé: come si atteggia, su quel punto, il diritto italiano? La risposta professionale a questa esigenza è il parere di diritto italiano, ciò che nel mondo anglosassone si definisce legal opinion.

Conviene chiarire fin dall’inizio una distinzione fondamentale, spesso trascurata nella pratica. La consulenza, propriamente intesa, rappresenta normalmente la fase preliminare di un incarico professionale: assiste il cliente nella valutazione delle possibili soluzioni e, nella maggior parte dei casi, conduce al conferimento di un mandato, sia esso giudiziale o stragiudiziale. Il parere pro veritate, invece, costituisce una prestazione autonoma, finalizzata a fornire un’analisi giuridica completa della questione, supportata dai pertinenti riferimenti normativi, giurisprudenziali e, ove opportuno, dottrinali. Il suo scopo è consentire una valutazione consapevole di una situazione concreta o anche solo potenziale, indipendentemente dall’eventuale decisione del committente di affidare un successivo incarico.

In questa prospettiva, il parere non nasce necessariamente in funzione di un contenzioso, né implica l’avvio di un’azione legale. Esso permette di individuare il quadro normativo applicabile, di valutare i profili di rischio, le opportunità e le possibili strategie, offrendo al destinatario tutti gli elementi necessari per assumere decisioni informate. Può esaurire integralmente l’esigenza del cliente, rimanendo quale supporto documentale di una scelta ponderata, oppure costituire il fondamento tecnico sul quale impostare un’eventuale iniziativa successiva.

Per uno studio legale o un professionista straniero, questa autonomia rappresenta un valore particolarmente significativo. Consente infatti di ottenere una valutazione indipendente, autorevole e circoscritta agli aspetti di diritto italiano di una vicenda internazionale, senza la necessità di promuovere immediatamente un procedimento né di assumere ulteriori impegni professionali. Il parere diventa così una base solida e affidabile sulla quale costruire, con piena consapevolezza, ogni eventuale sviluppo futuro. Noi stessi dello Studio Legale Boschetti, quando necessitiamo dell’inquadramento preciso di una fattispecie giuridica, come ad esempio è avvenuto con il Canada, la Francia, la Germania e altri Paesi, conferiamo incarico ad avvocati abilitati dei rispettivi Paesi, con documentata esperienza, di rilasciare un parere, scritto o orale a seconda dei casi.

Parere di diritto italiano per uso all’estero: quando serve

Le occasioni in cui un parere di diritto italiano per l’estero diventa necessario sono più numerose di quanto si pensi, e hanno un tratto comune: una vicenda che si svolge fuori dall’Italia ma che, in un suo segmento, dipende dal nostro ordinamento. A rivolgersi allo Studio sono soprattutto associazioni e studi legali di altri Stati, in particolare extra-UE come il Canada, gli Stati Uniti e il Regno Unito, che seguono questioni transnazionali di immigrazione, cittadinanza o diritto di famiglia e hanno bisogno di un inquadramento chiaro e certo per la parte del loro incarico che riguarda l’Italia.

Il professionista estero, in questi casi, padroneggia il proprio diritto ma non può assumersi la responsabilità di affermare come funzioni quello italiano. Un parere autorevole colma precisamente quel vuoto: fornisce una base solida da inserire nella propria strategia, da produrre davanti a un giudice o a un ente, o semplicemente su cui fondare il consiglio al proprio assistito.

Non mancano, poi, le situazioni in cui è la persona stessa a doversi orientare. Accade dopo eventi di rottura, come il trasferimento in un altro Stato, oppure quando occorre capire con precisione la propria posizione rispetto a diritti da far valere nei confronti della Pubblica Amministrazione. In tutti questi scenari il denominatore è la necessità di certezza su un ordinamento che non si conosce dall’interno.

Individuare per tempo che una questione ha bisogno di un parere italiano, invece di procedere per approssimazioni, è ciò che evita passi falsi difficili da correggere una volta compiuti oltre confine.

Cosa contiene un parere legale di diritto italiano

Un parere ben costruito comincia da una definizione netta dell’oggetto. Al momento del conferimento dell’incarico si individuano in modo preciso e univoco i quesiti su cui lo Studio è chiamato a pronunciarsi: è su quelle domande, e non su altro, che il parere risponderà, evitando divagazioni e garantendo pertinenza.

La forma può essere duplice, ed è il cliente a scegliere. La prima è orale: prevede uno studio documentale completo, seguito da una riunione, da remoto o in presenza, della durata di circa tre quarti d’ora, nella quale si ricostruisce la fattispecie, si illustrano le soluzioni praticabili e si risponde ai quesiti. È una formula riservata e dialogica, pensata per chi desidera confrontarsi direttamente con il professionista.

La seconda è scritta, ed è il parere per eccellenza quando la destinazione è un uso esterno. Redatto su carta intestata, è un documento formale e citabile, costruito secondo i canoni dell’opinione legale qualificata, che il committente può produrre dinanzi a terzi: controparti, enti, pubbliche amministrazioni, istituti di credito o altri professionisti. È questa la forma che uno studio estero cerca quasi sempre, perché deve poter allegare il parere al proprio fascicolo.

Nella sostanza, un parere scritto contiene la ricostruzione della fattispecie, l’individuazione delle norme applicabili, i riferimenti giurisprudenziali rilevanti e la risposta motivata ai quesiti, con la misura dei rischi e dei margini. Non un’opinione generica, ma un ragionamento giuridico verificabile, che regge al confronto con altri professionisti e davanti a chi dovrà utilizzarlo.

Parere legale nel diritto di famiglia internazionale: casi tipici

Nel diritto di famiglia internazionale il parere legale trova un terreno particolarmente fertile, perché è qui che più ordinamenti si sovrappongono e la corretta individuazione della legge applicabile fa davvero la differenza. Un giudice o un professionista estero può aver bisogno di sapere, ad esempio, se un divorzio pronunciato in Italia produca effetti nel proprio Paese, quale legge regoli la separazione di una coppia binazionale, come operino le quote riservate agli eredi nel nostro sistema successorio, o se una decisione italiana sul mantenimento sia eseguibile altrove.

Un esempio concreto consente di comprendere meglio questo approccio. Lo Studio è stato incaricato di predisporre un parere pro veritate relativo a una procedura di procreazione medicalmente assistita avviata in Albania da una coppia di cittadini italiani. A seguito della cessazione del rapporto, si è reso necessario ricostruire il corretto coordinamento tra la normativa albanese applicabile, la disciplina italiana in materia di procreazione medicalmente assistita e i principi dell’ordine pubblico internazionale. L’analisi giuridica sviluppata nel parere ha fornito un quadro interpretativo sufficientemente solido da persuadere sia la controparte sia la struttura sanitaria albanese, la quale, in assenza del consenso di entrambi i componenti della coppia, si rifiutava di dare seguito alla procedura. Ciò ha consentito alla nostra assistita di proseguire legittimamente il proprio percorso verso la maternità.

Questo caso evidenzia due aspetti essenziali. Da un lato, il parere pro veritate non rappresenta una mera elaborazione teorica, ma uno strumento capace di incidere concretamente sull’evoluzione di una vicenda e, in molti casi, di orientarne l’esito senza la necessità di instaurare un contenzioso. Dall’altro, nelle controversie caratterizzate da elementi di internazionalità, il suo valore risiede nella capacità di armonizzare discipline appartenenti a ordinamenti differenti, individuando i principi giuridici comuni che consentono di superare conflitti interpretativi. È proprio questa competenza, fondata sul dialogo tra sistemi giuridici diversi, a rappresentare un supporto di particolare valore per gli studi legali stranieri chiamati ad affrontare questioni riconducibili al diritto di famiglia italiano.

Chi lo redige e che valore ha all’estero

Un parere vale per l’autorità di chi lo redige. A firmarlo è uno o più avvocati dello studio legale, che conosce/conoscono dall’interno l’ordinamento italiano, padroneggiandone le fonti, le normative e i precedenti giurisprudenziali. Non si tratta di una sentenza né di un atto vincolante: il suo valore è quello di un inquadramento qualificato e indipendente, che il destinatario estero utilizza per comprendere come si atteggia davvero il diritto italiano su un punto controverso.

Proprio per questo il peso di un parere all’estero dipende dalla solidità del ragionamento e dalla reputazione di chi lo sottoscrive. Un documento costruito con rigore, che cita le norme corrette e la giurisprudenza pertinente, offre a un giudice o a un ente straniero una base affidabile su cui fondare la propria decisione, e alla controparte un argomento difficile da smontare.

Lo Studio porta in questo servizio una spiccata vocazione internazionale e una particolare dimestichezza con le fattispecie di nicchia, quelle in cui più ordinamenti si intrecciano. Un ulteriore esempio, tratto dal settore della previdenza internazionale, chiarisce bene questo approccio. Lo Studio ha redatto un parere per un cittadino italiano residente in Uruguay, ricostruendo il coordinamento tra i due ordinamenti, individuando la convenzione bilaterale di sicurezza sociale e quella contro le doppie imposizioni applicabili, e indicando nella totalizzazione dei periodi contributivi la soluzione più favorevole sotto il profilo pensionistico.

È proprio questo livello di rigore tecnico a rendere un parere realmente utile in ambito internazionale: non una semplice valutazione, ma un’analisi giuridica sulla quale un professionista straniero può fare affidamento per impostare con sicurezza le proprie decisioni.

Tempi, costi e come richiederlo

Richiedere un parere è più semplice di quanto la sua serietà lasci immaginare. Il percorso comincia con la definizione dei quesiti: insieme al committente si mettono a fuoco le domande esatte a cui il parere dovrà rispondere, perché è la precisione dell’oggetto a garantire un risultato utile. Si sceglie poi la forma, orale o scritta, a seconda che serva un confronto riservato con il professionista o un documento formale da produrre a terzi.

Da lì lo Studio avvia lo studio documentale completo della fattispecie e, sulla base dei materiali forniti, elabora il parere. Per uno studio estero questo significa poter contare su un interlocutore unico per tutta la parte italiana del proprio incarico, senza doversi districare da solo tra norme e sentenze di un ordinamento che non è il suo.

Tempi e costi non rispondono a una tariffa fissa, perché dipendono dalla complessità della questione e dal numero dei quesiti: vengono definiti in modo chiaro e concordato fin dal conferimento, così che non vi siano sorprese. Un parere semplice richiede pochi giorni; una questione che coinvolge più ordinamenti e una ricognizione giurisprudenziale ampia richiede il tempo necessario a garantirne la solidità.

Se sei un professionista o uno studio, in Italia o all’estero, e hai davanti una questione che tocca il diritto italiano, il team di Family Law Boschetti può fornirti un parere rigoroso e citabile, con la competenza e la discrezione che una materia transnazionale richiede, perché tu possa decidere e agire su basi certe.

Autore

Avv. Francesca Farina

Avvocato, Foro di Roma · Boschetti Studio Legale

Laureata in Giurisprudenza presso l’Università Roma Tre con tesi in Diritto di Famiglia, ha collaborato con Save the Children nella protezione dei minori. Specializzata in diritto di famiglia, successioni e adozioni internazionali, con un Master in Psicologia Giuridica e Psicopatologia Forense. Dal 2024 guida il team famiglia e successioni di Boschetti Studio Legale.

Albo Avvocati di Roma

Laurea Roma Tre

Save the Children 

Master Psicologia Giuridica

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