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Avvocato esperto in successioni: quando rivolgersi a uno studio legale

Molti pensano di poter gestire la successione da soli, o con il solo aiuto del CAF. Quando l’eredità è semplice, un unico immobile, eredi d’accordo, nessun debito, è così. Il problema è che la maggior parte delle successioni non è semplice, e chi se ne accorge tardi paga il prezzo più alto.

Un’eredità con debiti accettata senza beneficio d’inventario. Un testamento impugnabile i cui termini scadono senza che nessuno intervenga. Una divisione tra eredi che si blocca per anni. Sono errori che non si recuperano, e che un avvocato specializzato avrebbe evitato.

Questa pagina non spiega cos’è la successione. Spiega quando la successione diventa complicata, e cosa rischi se affronti la complessità senza assistenza legale.

Le 7 situazioni in cui l’avvocato è indispensabile

Non tutte le successioni richiedono un avvocato. Ma queste sette sì, e in ciascuna il costo del non avere assistenza legale supera di gran lunga il costo della consulenza.

  1. Eredi in disaccordo (contestazione del testamento)
    Quando gli eredi non sono d’accordo sul contenuto del testamento o sulla ripartizione dei beni, la successione può bloccarsi. CAF, notai e commercialisti possono curare gli adempimenti formali, ma non risolvono un conflitto tra eredi: serve un avvocato che valuti le posizioni, tenti una composizione e, se necessario, avvii il contenzioso.
    Le contestazioni più frequenti riguardano la validità del testamento: autenticità della scrittura, capacità del testatore al momento della redazione, eventuali pressioni o raggiri. Si tratta di questioni che richiedono perizie, testimonianze e una strategia processuale. Finché il conflitto non viene gestito, la disponibilità dei beni può restare di fatto congelata.
  2. Immobili o eredi all’estero (successione con elementi internazionali)
    Quando il defunto aveva beni in più Paesi o quando gli eredi risiedono in Stati diversi, la successione assume una dimensione internazionale. Trova applicazione il Regolamento UE n. 650/2012: in linea generale, salvo c.d. professio iuris, la legge applicabile è quella dell’ultima residenza abituale del defunto, ma per taluni profili (specie immobiliari o fiscali) possono rilevare anche le norme del Paese in cui i beni si trovano.
    Lo Studio Boschetti gestisce successioni con elementi in Italia, Stati Uniti, Regno Unito e Svizzera. Ogni ordinamento ha regole proprie su quote ereditarie, imposte e riconoscimento degli atti. Un’impostazione errata della legge applicabile o della procedura di riconoscimento può generare contenziosi, doppie imposizioni o difficoltà nel far valere all’estero gli atti formati in Italia.
  3. Debiti ereditari superiori all’attivo
    L’eredità comprende anche i debiti. Chi accetta l’eredità puramente e semplicemente risponde dei debiti del defunto anche con il proprio patrimonio personale. È una delle criticità più insidiose della successione, perché i debiti possono emergere anche dopo l’accettazione.
    L’avvocato verifica la situazione debitoria prima che l’erede assuma decisioni. Se vi sono passività rilevanti, può predisporre l’accettazione con beneficio d’inventario (che limita la responsabilità al valore dei beni ricevuti) o valutare la rinuncia. Occorre attenzione anche ai comportamenti che possono integrare accettazione tacita, come disporre dei beni del defunto o utilizzare i suoi conti: una volta intervenuta l’accettazione, la rinuncia non è più possibile.
  4. Testamento che lede la legittima
    La legge italiana riserva una quota del patrimonio agli eredi legittimari (coniuge, figli e, in mancanza di figli, ascendenti) che il testatore non può escludere. Se il testamento attribuisce a terzi beni eccedenti la quota disponibile, i legittimari possono agire con l’azione di riduzione per reintegrare i propri diritti.
    L’azione di riduzione si prescrive in dieci anni dall’apertura della successione, ma la verifica della lesione richiede una ricostruzione patrimoniale accurata: stima dei beni, considerazione delle donazioni fatte in vita, determinazione della quota disponibile. Errori nel calcolo o nella prova possono compromettere l’esito dell’azione. L’avvocato quantifica la lesione, valuta la strategia e gestisce il contenzioso o la negoziazione.
  5. Azienda familiare o partecipazioni societarie in successione
    Quando nell’eredità vi è un’azienda o una partecipazione societaria, la successione si intreccia con il diritto societario. Lo statuto può prevedere clausole di prelazione, gradimento o liquidazione della quota. Gli eredi non sempre subentrano automaticamente nella compagine sociale: in alcuni casi hanno diritto solo al valore della partecipazione.
    Il passaggio generazionale dell’azienda è una fase delicata. In assenza di strumenti predisposti in vita (come il patto di famiglia), il rischio è una comunione ereditaria conflittuale e una gestione paralizzata. L’avvocato analizza lo statuto, verifica le clausole applicabili, dialoga con gli altri soci e tutela il diritto dell’erede al subentro o alla liquidazione della quota.
  6. Amministrazione di sostegno ed eredità
    Se l’erede è sottoposto ad amministrazione di sostegno, tutela o curatela, l’accettazione dell’eredità richiede l’autorizzazione del giudice tutelare ed è normalmente effettuata con beneficio d’inventario. La procedura ha tempi e formalità specifiche.
    Se il beneficiario è anche legittimario, può essere necessario valutare l’azione di riduzione per tutelarne i diritti. L’amministratore non può agire autonomamente senza autorizzazione giudiziale. Ogni passaggio richiede istanze e provvedimenti formali che devono essere gestiti con precisione per evitare decadenze o responsabilità.
  7. Eredi irreperibili o rinunce all’eredità
    Quando un erede è irreperibile, la successione può richiedere la nomina di un curatore dell’eredità giacente da parte del Tribunale. La procedura prevede ricorso, pubblicità e tempi tecnici che vanno gestiti correttamente.
    Se un erede rinuncia, la sua quota si devolve secondo le regole della rappresentazione o dell’accrescimento. Le criticità emergono quando la rinuncia non rispetta le forme di legge o quando l’erede ha già compiuto atti incompatibili con la rinuncia perché qualificabili come accettazione tacita. L’avvocato verifica la validità delle rinunce, gestisce le procedure necessarie e assicura che la successione possa proseguire senza blocchi.

I rischi concreti del fai-da-te

La successione fai-da-te non è un risparmio. È un rischio calcolabile, e i numeri non sono dalla tua parte.

Accettare l’eredità senza beneficio d’inventario. L’erede che accetta l’eredità puramente e semplicemente risponde dei debiti del defunto anche con il proprio patrimonio personale. Se le passività superano l’attivo, la differenza resta a carico dell’erede. Non è un’ipotesi teorica: accade quando si compiono atti che integrano accettazione espressa o tacita (ad esempio disporre dei beni ereditari o utilizzare i conti del defunto) senza aver prima verificato la situazione debitoria. Una consulenza preventiva ha un costo minimo rispetto ai rischi che si corrono.

Mancata impugnazione del testamento nei termini. L’azione di riduzione per lesione di legittima si prescrive in 10 anni dall’apertura della successione. Diverso è il caso dell’annullamento del testamento per incapacità del testatore o per vizi della volontà (errore, dolo, violenza): in queste ipotesi il termine è di 5 anni, che decorrono dall’esecuzione delle disposizioni testamentarie.
Se invece il testamento presenta vizi formali gravi che ne comportano la nullità (ad esempio mancanza dei requisiti essenziali dell’olografo), l’azione di nullità non è soggetta a un termine breve di prescrizione, ma può essere paralizzata dal decorso del tempo attraverso l’usucapione dei beni.
Affidarsi a trattative informali o rimandare una valutazione tecnica può comportare la perdita definitiva del diritto di impugnare.

Sottovalutare i debiti ereditari. Le passività del defunto non sono sempre immediatamente evidenti. Fideiussioni, garanzie personali, debiti tributari in accertamento o contenziosi pendenti possono emergere anche dopo l’apertura della successione. Se l’eredità è già stata accettata senza cautele, non è più possibile rinunciare. L’avvocato verifica la posizione debitoria prima che l’erede assuma decisioni irreversibili e valuta le soluzioni più sicure (beneficio d’inventario o rinuncia).

Cosa fa l’avvocato che il CAF non può fare

Il CAF compila la dichiarazione di successione. È un adempimento fiscale. L’avvocato fa tutto il resto.

Valuta la situazione prima dell’accettazione. Verifica debiti, passività latenti, posizioni fiscali aperte. Decide con l’erede se accettare, accettare con beneficio d’inventario o rinunciare. Il CAF non lo fa: registra una scelta già presa, senza valutarne le conseguenze.

Gestisce i conflitti tra eredi. Quando gli eredi non sono d’accordo, il CAF non può intervenire. L’avvocato negozia, propone soluzioni, e se necessario avvia il contenzioso per tutelare il diritto del proprio assistito.

Impugna il testamento. Se il testamento lede la legittima o presenta vizi, l’avvocato propone l’azione di riduzione o di annullamento nei termini. Il CAF non ha competenza né strumenti per farlo.

Gestisce la successione internazionale. Quando ci sono beni o eredi all’estero, servono competenze di diritto internazionale privato, conoscenza delle convenzioni bilaterali e capacità di coordinare procedure in più giurisdizioni. Il CAF opera solo in Italia e sostanzialmente solo sull’aspetto fiscale.

Tutela gli eredi fragili. Quando l’erede è sottoposto ad amministrazione di sostegno, l’avvocato gestisce le autorizzazioni del giudice tutelare e tutela i diritti del beneficiario

A chi rivolgersi per la successione?

Per la dichiarazione di successione fiscale ci si rivolge al CAF o al commercialista. Quando ci sono contestazioni tra eredi, beni all'estero, debiti, testamenti da impugnare o situazioni complesse, serve un avvocato specializzato in diritto successorio. Il notaio interviene per gli atti di trasferimento immobiliare.

La scelta dipende dalla complessità: se gli eredi sono d'accordo e il patrimonio è semplice, basta il CAF. Se c'è anche un solo elemento di complessità tra quelli elencati in questa pagina, l'avvocato è la figura di riferimento.

Quanto costa un avvocato per la successione?

Il costo varia in base alla complessità del caso. Una consulenza preventiva per valutare la situazione ereditaria ha un costo contenuto. L'assistenza per l'intera successione, dalla verifica dei debiti alla divisione dei beni, dipende dal numero di eredi, dalla presenza di beni all'estero e dall'eventuale contenzioso.

Il costo va sempre confrontato con il rischio: accettare un'eredità con debiti nascosti o perdere i termini per impugnare un testamento costa molto di più di qualsiasi parcella legale.

Vale la pena impugnare un testamento?

Dipende dall'entità della lesione e dalla fondatezza dell'azione. Se la quota di legittima è stata lesa in modo significativo e la lesione è documentabile, l'azione di riduzione ha buone probabilità di successo. Il giudice non ha discrezionalità sulla quota di legittima: se la lesione c'è, l'erede ha diritto alla reintegrazione.

L'avvocato valuta la fondatezza prima di avviare la causa, stimando tempi (2-5 anni in primo grado), costi e probabilità di esito. Avviare un contenzioso senza questa valutazione preliminare è un errore.

La successione va in prescrizione?

Il diritto di accettare l'eredità si prescrive in 10 anni dall'apertura della successione. L'azione di riduzione per lesione di legittima si prescrive in 10 anni. L'azione di annullamento del testamento per incapacità o vizi della volontà si prescrive in 5 anni.

Ogni azione ha il proprio termine e il decorso può essere interrotto o sospeso in determinate circostanze. Perdere un termine significa perdere un diritto: è uno dei motivi per cui la consulenza legale va chiesta subito, non quando il problema è già diventato urgente.

Si può fare la successione dopo 10 anni?

Dopo 10 anni dall’apertura della successione, il diritto di accettare l’eredità si prescrive: chi non ha accettato entro quel termine, di regola, perde la possibilità di diventare erede.
Attenzione però: l’accettazione può essersi già perfezionata anche senza un atto formale, quando il chiamato compie atti che presuppongono la volontà di accettare (ad esempio disporre dei beni ereditari o utilizzarli come propri). Non ogni comportamento è automaticamente “accettazione tacita”, ma alcune condotte - come prelevare somme dai conti del defunto o gestire i beni ereditari senza cautele - possono esporre a questo rischio.
Sul piano fiscale, invece, la dichiarazione di successione doveva essere presentata entro 12 mesi dal decesso, ma può essere presentata anche successivamente, con sanzioni e interessi.
In sintesi: profilo civile (accettazione/rinuncia e conseguenze sui beni) e profilo fiscale (dichiarazione e imposte) seguono regole diverse. L’avvocato serve proprio a chiarire se l’eredità sia ancora accettabile, se vi siano stati atti di accettazione tacita e come regolarizzare correttamente gli adempimenti.

Autore

Avv. Francesca Farina

Avvocato, Foro di Roma · Boschetti Studio Legale

Laureata in Giurisprudenza presso l’Università Roma Tre con tesi in Diritto di Famiglia, ha collaborato con Save the Children nella protezione dei minori. Specializzata in diritto di famiglia, successioni e adozioni internazionali, con un Master in Psicologia Giuridica e Psicopatologia Forense. Dal 2024 guida il team famiglia e successioni di Boschetti Studio Legale.

Albo Avvocati di Roma

Laurea Roma Tre

Save the Children 

Master Psicologia Giuridica

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