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Esclusi dal testamento? Ecco cosa può fare l’erede legittimo

Essere esclusi da un testamento può far male, non solo sul piano emotivo. In molti casi, chi viene lasciato fuori da una successione crede di non poter fare nulla. Ma non è sempre così. Se sei un legittimario escluso dal testamento, la legge potrebbe comunque riconoscerti dei diritti precisi.

Capire cosa fare in questa situazione è il primo passo per difendere la propria posizione. Non è vendetta, è giustizia. Vediamo insieme quando l’esclusione è illegittima e quali azioni può intraprendere un legittimario.

Esclusione dal testamento e lesione della quota di legittima

Il testatore ha la libertà di disporre dei propri beni, ma questa libertà non è assoluta. In Italia, esistono alcune categorie di persone – chiamate legittimari – che hanno sempre diritto a una parte dell’eredità, anche se il testamento dice il contrario.

I legittimari sono:

  • il coniuge
  • i figli
  • i genitori (solo se non ci sono figli)

Se uno di questi soggetti viene completamente escluso dal testamento, o riceve una quota inferiore rispetto a quella prevista dalla legge, si parla di lesione della legittima. In questi casi, la legge prevede strumenti concreti per far valere i diritti dell’erede escluso, come l’azione di riduzione dell’eredità o, in alcuni casi, l’impugnazione del testamento.

Cosa può fare l’erede legittimo se viene escluso

Se sei un erede legittimo escluso dal testamento, e sospetti una violazione dei tuoi diritti, hai la possibilità di agire in modo legale. Ecco cosa puoi fare:

  • Chiedere una copia del testamento: per verificare cosa è stato realmente disposto.
  • Calcolare la quota di legittima: cioè la parte di eredità che ti spetta per legge.
  • Verificare se sei un legittimario: non tutti gli eredi lo sono.
  • Valutare l’azione di riduzione: serve a “ridurre” le disposizioni testamentarie che ledono la tua quota.
  • Impugnare il testamento: se ci sono irregolarità formali o se è stato scritto in condizioni dubbie.

Queste azioni vanno avviate entro certi limiti di tempo, quindi è importante non rimandare. Informarsi è il primo passo per la tutela della quota di legittima.

Un esempio concreto: figlio escluso dalla successione

Immagina che un padre, con due figli, scriva un testamento in cui lascia tutto il suo patrimonio alla nuova compagna, escludendo del tutto i figli. Uno dei figli, leggendo il testamento, scopre di non essere menzionato.

In questo caso, si tratta di una lesione della legittima. I figli sono legittimari esclusi dal testamento e possono avviare un’azione di riduzione dell’eredità per far valere i propri diritti. Se il testamento è stato redatto correttamente, non è necessario impugnarlo: basta chiedere che venga rispettata la parte di eredità riservata per legge.

È un percorso che richiede attenzione, ma non è impossibile. E può fare la differenza.

Nessuno deve sentirsi senza voce in una successione

L’esclusione dal testamento può far sentire impotenti, ma la legge offre strumenti per reagire. Essere eredi non è solo una questione di volontà del defunto, ma anche di diritti riconosciuti.

Se pensi che la tua quota sia stata compromessa, informati, chiedi consiglio e agisci. La successione è un momento delicato, ma non deve diventare un’ingiustizia silenziosa. La consapevolezza è il primo passo per difendere ciò che ti spetta.

Autore

Avv. Francesca Farina

Avvocato, Foro di Roma · Boschetti Studio Legale

Laureata in Giurisprudenza presso l’Università Roma Tre con tesi in Diritto di Famiglia, ha collaborato con Save the Children nella protezione dei minori. Specializzata in diritto di famiglia, successioni e adozioni internazionali, con un Master in Psicologia Giuridica e Psicopatologia Forense. Dal 2024 guida il team famiglia e successioni di Boschetti Studio Legale.

Albo Avvocati di Roma

Laurea Roma Tre

Save the Children 

Master Psicologia Giuridica

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