Testamento internazionale: come pianificare l’eredità se hai beni o familiari in Italia e in Canada
Una famiglia con un piede in Italia e uno in Canada vive una ricchezza fatta di due culture, ma anche di due sistemi giuridici che, davanti a un’eredità, ragionano in modo profondamente diverso. Pianificare per tempo, guardando a entrambi, è il modo migliore per evitare che i propri figli si ritrovino tra procedure doppie e regole in contrasto. Ecco come orientarsi, con chiarezza, tra testamento, legge applicabile e probate.
Testamento internazionale Italia-Canada: perché non basta uno solo
Sono tante le famiglie che, nel tempo, si sono divise tra l’Italia e il Canada: genitori emigrati oltreoceano, figli nati laggiù, una casa rimasta in Italia e magari i nonni ancora lì. Quando arriva il momento di pensare a come trasmettere ciò che si è costruito, ci si accorge che il testamento internazionale tra Italia e Canada non è una pratica lineare come sistemare le carte in un solo Paese, e che affidarsi a un unico documento può rivelarsi una scelta miope.
La ragione è semplice, ma spesso ignorata. L’Italia appartiene alla tradizione europea, che tende a far governare l’intera successione da un’unica legge; il Canada, invece, resta fuori da quel sistema e applica regole proprie, per di più diverse da provincia a provincia, dato che gran parte del Paese segue il modello di common law e il Québec quello continentale. Due mondi giuridici che non si parlano da soli e che, davanti allo stesso patrimonio, possono seguire strade differenti.
A questo si aggiunge un dato molto concreto: i beni che si trovano in Canada, per essere trasferiti agli eredi, passano quasi sempre attraverso una procedura giudiziale locale, che non tiene conto di un testamento pensato solo per l’Italia. Allo stesso modo, i beni italiani rispondono alle regole del nostro ordinamento, e non è raro che si finisca per gestire, di fatto, due successioni parallele.
Una pianificazione costruita a metà, valida in un Paese ma cieca verso l’altro, rischia così di lasciare la famiglia tra procedure doppie, tempi lunghi e costi imprevisti. Capire come funzionano davvero i due sistemi è il primo passo per proteggere chi verrà dopo, ed è da qui che conviene partire.
Sistema italiano e sistema canadese a confronto: civil law vs common law
Per orientarsi, conviene mettere a fuoco la differenza di fondo tra i due ordinamenti. La successione in Italia e in Canada risponde a due tradizioni giuridiche distinte: quella di civil law, cui appartiene l’Italia, e quella di common law, propria della gran parte del Canada, con l’eccezione del Québec, di impronta continentale.
Nel sistema italiano la trasmissione dell’eredità è, in sostanza, un fatto privato e diretto: alla morte, con l’accettazione, l’erede subentra immediatamente nella proprietà dei beni del defunto, e il giudice interviene solo quando qualcosa non funziona. Il testatore dispone dei propri beni entro un limite, perché una parte del patrimonio è riservata per legge ai familiari più stretti, come il coniuge e i figli. Anche quando viene nominato un esecutore testamentario, questi non diventa proprietario: ha soltanto il compito, temporaneo, di amministrare, e per vendere un bene gli serve di regola l’autorizzazione del giudice.
Il modello canadese di common law segue una logica opposta. Tra il defunto e gli eredi si inserisce una figura centrale, l’esecutore o l’amministratore, che a seguito della procedura acquisisce la titolarità dei beni ereditari per raccoglierli, pagare i debiti e distribuire soltanto alla fine ciò che resta ai beneficiari. La libertà di disporre per testamento è generalmente più ampia, e sono diffusi strumenti alternativi, come il trust, per trasmettere la ricchezza al di fuori delle regole successorie tradizionali.
Due impostazioni così lontane producono conseguenze pratiche diverse su chi eredita, in che modo e in quanto tempo. Ignorare questa distanza, quando il patrimonio è diviso tra i due Paesi, significa impostare la pianificazione su un equivoco di partenza.
Il probate in Canada: cosa significa per i tuoi beni italiani
Una parola compare sempre, in Canada, quando si parla di eredità: probate. Vale la pena capirla, perché incide direttamente su come si organizza l’eredità tra beni in Italia e in Canada. Non è, come talvolta si crede, l’equivalente della nostra pubblicazione del testamento: è qualcosa di più, un procedimento davanti a un tribunale provinciale che accerta la validità del testamento e la capacità di chi lo ha redatto, e attribuisce all’esecutore il potere di agire. Superato quel vaglio, il testamento acquista una forza probatoria vicina a quella di un atto pubblico, e prima di allora banche e istituzioni di norma non liberano nulla.
Il procedimento serve a più scopi insieme: confermare l’autenticità del testamento, garantire che i debiti vengano pagati prima di ogni distribuzione, stabilire il valore dell’eredità e calcolare, su quella base, imposte e costi, che variano da una provincia all’altra. Non tutto vi passa, però. Alcuni beni, come quelli cointestati con diritto di accrescimento a favore del superstite o i rapporti con un beneficiario già designato, si trasferiscono al di fuori della procedura.
Qui si annida un equivoco che riguarda da vicino una famiglia italo-canadese. Meccanismi come il passaggio automatico al contitolare superstite non sono riconosciuti dal diritto italiano, che li considera in contrasto con i propri principi: perciò un bene cointestato situato in Italia rientra comunque nell’eredità secondo le nostre regole. Il probate, insomma, opera sui beni che si trovano in Canada, non su quelli italiani, i quali continuano a seguire la strada del nostro ordinamento. È da questa asimmetria che nasce la necessità di pianificare guardando ai due lati insieme.
Come scegliere la legge applicabile alla successione
Chiarite le differenze, la domanda diventa: quale legge regola la successione di chi ha una vita divisa tra i due Paesi? La risposta, qui, sorprende chi si aspetta un’unica legge per tutto. Il Canada è un Paese plurilegislativo, e il primo passo è capire quale diritto provinciale entri in gioco, perché la successione in Ontario, di common law, segue criteri diversi da quella del Québec, di tradizione continentale.
Sul versante italiano opera un meccanismo che porta spesso a un esito preciso: la scissione. Le province canadesi di common law tendono a distinguere tra beni mobili, assoggettati alla legge del domicilio del defunto, e beni immobili, regolati dalla legge del luogo in cui si trovano. Attraverso lo strumento del rinvio, il nostro ordinamento accoglie questa impostazione, con la conseguenza che gli immobili situati in Italia restano governati dalla legge italiana, mentre i beni mobili possono rispondere alla legge canadese del domicilio. In pratica, sullo stesso patrimonio convivono due successioni distinte, ciascuna con le proprie regole su chi eredita e in quali quote.
Non tutto, però, è sottratto alla volontà della persona. Sul fronte europeo è possibile scegliere in vita, entro certi limiti, la legge che regolerà la propria successione, aggiungendo un elemento di certezza. Resta il fatto che i beni canadesi risponderanno comunque alle regole locali e alla loro procedura. Conoscere in anticipo questo intreccio, e sapere che cosa una scelta di legge può e non può ottenere, è ciò che consente di pianificare senza illusioni e senza vuoti.
Un testamento o due? Come strutturare la pianificazione
A questo punto la scelta pratica si impone: un solo testamento o due? Per una pianificazione successoria italo-canadese, la soluzione più efficace è quasi sempre quella di due testamenti coordinati, uno dedicato ai beni in Italia e uno ai beni in Canada. Ciascuno è redatto secondo le forme e la logica del proprio Paese: quello italiano pensato per operare nel nostro ordinamento e rispettare le quote riservate ai familiari, quello canadese predisposto per superare senza intoppi la procedura locale e dialogare con la figura dell’esecutore.
Il vantaggio è concreto. Poiché di fatto si aprono due successioni, avere per ciascuna il documento giusto evita agli eredi di dover far valere in un Paese un atto pensato per l’altro, con traduzioni, riconoscimenti e lunghe attese. Ogni testamento lavora nel contesto per cui è nato, riducendo tempi e costi.
Esiste però un’insidia che va conosciuta, perché è la causa più frequente di guai. Molti testamenti si aprono con una dichiarazione che azzera tutto ciò che li ha preceduti: se il documento canadese contiene quella formula e viene firmato dopo quello italiano, può cancellarlo senza che nessuno se ne avveda, e lo stesso accade a parti invertite. Il paradosso è che chi voleva due testamenti finisce per averne uno soltanto, e il guasto viene alla luce quando ormai è tardi per porvi mano.
Per questo due testamenti non vanno mai scritti separatamente, come se l’altro non esistesse. Ciascuno deve delimitare con chiarezza il proprio campo ai beni di un determinato Paese e dare atto dell’altro, così da convivere senza elidersi. E sopra entrambi deve restare un unico disegno, coerente nelle scelte di legge e nelle disposizioni. Due testamenti aiutano soltanto se nascono insieme.
Il ruolo dell’avvocato per coordinare le due successioni
Tenere insieme due successioni che rispondono a regole così diverse non è un’operazione da improvvisare. Serve qualcuno che faccia da cerniera tra due ordinamenti che, lasciati a sé, non si parlano, e che li tenga su una stessa rotta invece di lasciarli correre paralleli.
In concreto significa individuare quale diritto provinciale canadese entra in gioco e come si combina con quello italiano; redigere il testamento italiano in modo che rispetti le quote riservate e sia pienamente efficace nel nostro Paese; coordinarlo con un testamento canadese calibrato sulla procedura locale e sull’esecutore; e anticipare gli aspetti fiscali, perché un patrimonio diviso tra Italia e Canada può incontrare imposte in entrambi, con il rischio di duplicazioni che una pianificazione attenta, anche grazie alle convenzioni internazionali dove esistono, punta a contenere.
C’è poi il vantaggio di lavorare in contatto diretto con notai italiani e consulenti canadesi, così da portare i due mondi allo stesso tavolo e verificare che ogni documento funzioni davvero là dove dovrà operare. È questo intreccio di competenze a trasformare una situazione potenzialmente caotica in un percorso ordinato, in cui nulla resta lasciato al caso.
Se la tua famiglia ha radici, affetti o beni sia in Italia sia in Canada, il team di Family Law Boschetti può affiancarti nel costruire una pianificazione che tenga insieme i due mondi, con la competenza e la discrezione necessarie perché ciò che hai costruito arrivi a chi ami senza doppie procedure e senza sorprese, da una sponda all’altra dell’oceano.

Avv. Francesca Farina
Avvocato, Foro di Roma · Boschetti Studio Legale
Laureata in Giurisprudenza presso l’Università Roma Tre con tesi in Diritto di Famiglia, ha collaborato con Save the Children nella protezione dei minori. Specializzata in diritto di famiglia, successioni e adozioni internazionali, con un Master in Psicologia Giuridica e Psicopatologia Forense. Dal 2024 guida il team famiglia e successioni di Boschetti Studio Legale.
Albo Avvocati di Roma
Laurea Roma Tre
Save the Children
Master Psicologia Giuridica
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