Dipende dalla complessità. Se gli eredi sono d’accordo, non ci sono beni all’estero e il patrimonio è semplice, la successione può essere gestita da un notaio o da un commercialista. Quando però ci sono contestazioni, immobili in più stati, debiti ereditari o un testamento da impugnare, l’avvocato non è un costo aggiuntivo: è la differenza tra una successione chiusa e una causa che dura anni.
È possibile una separazione consensuale senza un avvocato?
La legge lo consente in alcuni casi, ma “possibile” non significa “opportuno”. In una separazione consensuale con figli minorenni, patrimonio condiviso o obbligazioni in corso, rinunciare all’avvocato significa firmare condizioni che potresti subire per anni senza averne valutato tutte le conseguenze.
Il contratto di convivenza in Comune basta?
Per una convivenza semplice, senza patrimoni rilevanti e tra cittadini italiani, può essere sufficiente. Ma se uno dei conviventi è straniero, se ci sono immobili in comune, se servono tutele in caso di cessazione della convivenza, il contratto base del Comune non copre queste esigenze. Serve un atto con clausole specifiche, redatte con assistenza legale.
L’adozione internazionale richiede un avvocato?
La procedura adottiva internazionale è regolata dalla Convenzione dell’Aja e dalla legge italiana, prevede il coinvolgimento del Tribunale per i Minorenni e di un ente autorizzato. L’avvocato è necessario per le fasi giudiziali, per la gestione dei requisiti del paese di origine e per il riconoscimento in Italia del provvedimento straniero. Non è una scelta: è una necessità tecnica.