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Pianificazione successoria azienda familiare: passaggio generazionale da 3 milioni

Caso-studio ipotetico elaborato sulla base della nostra esperienza con famiglie su questioni internazionali, volto a illustrare il tipo di operazioni che lo Studio è in grado di strutturare e gestire per clienti con profilo analogo; lo scenario non si riferisce a un caso specifico effettivamente trattato.

Un imprenditore sessantaduenne, fondatore di un’azienda metalmeccanica che vale tre milioni di euro, tre figli con aspirazioni radicalmente diverse: uno lavora in azienda da quindici anni ed è pronto a prendere il comando, una è medico e non ha alcun interesse nell’impresa, il terzo ha ventiquattro anni e non ha ancora definito il proprio percorso. Una moglie con diritti successori da tutelare e un patrimonio personale che si intreccia con quello aziendale. L’imprenditore sa che senza una pianificazione, la sua morte trasformerà l’azienda in un campo di battaglia tra eredi con interessi incompatibili: chi vuole gestire, chi vuole vendere, chi non sa ancora cosa vuole. Il risultato tipico è la paralisi societaria, il deperimento del valore aziendale e, nei casi peggiori, la liquidazione forzata di un’impresa che avrebbe potuto prosperare per un’altra generazione. Questo è il caso di un imprenditore che sceglie di pianificare il passaggio generazionale in vita, costruendo una struttura che tuteli l’azienda, riconosca il merito di chi ci lavora e non penalizzi chi ha fatto scelte diverse.

Successione con eredi in 4 paesi diversi: coordinamento Italia-USA-UK-Svizzera

Caso-studio ipotetico elaborato sulla base della nostra esperienza con famiglie su questioni internazionali, volto a illustrare il tipo di operazioni che lo Studio è in grado di strutturare e gestire per clienti con profilo analogo; lo scenario non si riferisce a un caso specifico effettivamente trattato.

Un imprenditore italiano residente a Milano muore lasciando un patrimonio distribuito tra Italia, Stati Uniti e Svizzera, e quattro eredi sparsi in altrettanti Paesi: la moglie a Milano, un figlio a Londra, una figlia a New York e un fratello a Zurigo. Una successione che si apre in Italia ma che produce effetti in quattro giurisdizioni diverse, ciascuna con le proprie regole sulla tassazione delle eredità, sul riconoscimento delle disposizioni testamentarie, sui diritti dei legittimari e sulle procedure di trasferimento dei beni. Il Regolamento UE 650/2012 individua la legge italiana come applicabile, ma il Regno Unito post-Brexit non lo riconosce, gli Stati Uniti applicano il proprio sistema di probate su ogni bene situato nel territorio americano, e la Svizzera ha regole proprie sul trasferimento dei conti bancari a favore di eredi stranieri. Quattro ordinamenti, quattro sistemi fiscali, quattro procedure diverse da coordinare in parallelo senza che l’inerzia su un fronte blocchi gli altri. Il tipo di successione che, senza una regia unica, si trascina per anni generando costi, conflitti e paralisi.

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